Esg Tech Decreto PA 2025, restyling per gli enti pubblici Marta Serpolla 25 March 2025 Accessibilità Digitalizzazione Entrate in vigore il 15 marzo le nuove regole per assunzioni del personale e garantire più funzionalità della PA, ma c’è da attendere la legge di conversione. Il decreto legge 14 marzo 2025, n. 25 reca “Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni”. Allo stato, è in corso di conversione in legge tramite l’esame in Commissione alla Camera. Il cambiamento è già in atto Anche la PA cerca di adeguarsi: rendere il lavoro del settore pubblico più attrattivo per i giovani favorendone così accesso e svecchiare settori della PA; superare il precariato nella PA; garantire più efficienza della PA. Questi gli obiettivi dei 22 articoli, corredati da un allegato, del decreto in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni appena entrato in vigore. Struttura del decreto L’articolato si divide in tre parti: reclutamento del personale, organizzazione della PA, funzionalità. Le nuove regole sono entrate in vigore il 15 marzo, ma restano salve le modifiche che potrebbero essere apportate nel corso dell’iter di conversione in legge. Si è infatti prescelta la strada della decretazione d’urgenza, segno evidente dell’avvertita necessità di un cambio di passo immediato. Ma anche come conseguenza della straordinaria situazione conseguente il Giubileo 2025 della Chiesa Cattolica. Assunzioni Regioni, province, Città metropolitane e Enti locali possono riservare un 10% delle assunzioni a diplomati degli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy) con possibilità di un contratto a tempo indeterminato nei limiti delle facoltà di assunzione autorizzate. Si immette così nel personale del settore pubblico giovani specializzati anche se con una quota modesta. Si poteva fare di più? Tenuto conto del lento avvicendamento e delle note carenze forse si. Previsto un progetto “PA 110 e lode” con fondi per il triennio 2025-2027 di 3 milioni di euro per favorire la formazione del giovane dipendente reclutato che potrà essere utilizzato dai neoassunti in base a protocollo stipulato tra amministrazione e Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche gli altri dipendenti pubblici possono partecipare al progetto formativo. Quindi la professionalità è uno dei must di punta della riforma. La dotazione organica del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica è aumentato di 50 unità destinate a personale non dirigenziale a elevata specializzazione tecnica. La metà dei posti disponibili è riservata a soggetti già in servizio. Valorizzata nella selezione l’esperienza lavorativa in materia ambientale. Incrementata di 200 unità anche la dotazione organica del personale del Ministero dell’interno per assicurare funzionalità anche nella gestione dei flussi migratori. Prevista la possibilità per le amministrazioni di reclutare personale a tempo determinato o indeterminato utilizzando anche graduatorie di altre amministrazioni previo accordo. Alla procedura di mobilità la PA può destinare ora una percentuale non inferiore al 15%delle facoltà assunzionali destinando eventualmente a concorso le posizioni rimaste scoperte. Così la copertura dei posti diviene più veloce. I candidati a concorso con titoli di studio esteri ne possono chiedere il riconoscimento al Dipartimento della funzione pubblica. I concorsi pubblici sono centralizzati: la Commissione RIPAM del Dipartimento della funzione pubblica ha ora competenza esclusiva nell’organizzazione dei concorsi. Attraverso la centralizzazione delle procedure si garantisce omogeneità nei criteri di valutazione ma anche riduzione dei tempi medi di selezione stimati del 30%. LEGGI ANCHE Arretra la fiducia nel settore pubblico dei cittadini Reazione di Anci sul decreto Ha pubblicato il 17 marzo la prima nota sintetica sul d.l. Pochi i rilievi ma se ne aspettano delle ulteriori. Chiarita innanzi tutto l’applicazione della nuova disciplina sulla mobilità a decorrere dal 2026 poiché Comuni e Città metropolitane hanno già definito o sono in via di definizione della programmazione dei fabbisogni e dei piani assunzionali per il 2025. Criticato il limite del 15% da destinare alle procedure di mobilità poiché elaborata sulla scala della amministrazioni medio-grandi con capacità assunzionale annuale ampia e articolata. Si ritiene infatti possa creare problemi alle esigenze dei piccoli comuni con bandi per pochissime unità di personale. Anci sollecita quindi nella nota per questi una disciplina differenziata o prevedere una esclusione. Quanto al reclutamento del personale Anci sottolinea sia necessario prima di avviare nuove procedure concorsuali procedere all’immissione in servizio di tutti i vincitori di concorso. Conclude la nota con l’obiettivo di formulare e sollecitare modifiche al testo in sede di conversione. Marta Serpolla