Tech L’AI nelle smart city: come ottimizzare la gestione dei rifiuti con l’intelligenza artificiale Redazione 24 March 2025 L’impiego dell’AI nelle smart city del futuro può essere di aiuto sempre maggiore anche per ottimizzare la gestione dei rifiuti. Ecco le modalità Dai processi di raccolta alla gestione dei rifiuti pericolosi. Sono tante le modalità in cui l’AI può venire in soccorso ai processi che riguardano l’immondizia, per supportare la creazione di città sempre più intelligenti. In una smart city, infatti, le operazioni di machine learning possono supportare nella fase di raccolta, di smaltimento, di riciclo, di modo da ridurre i costi per le amministrazioni urbane, rendere più efficienti i servizi e ridurre l’impatto ambientale. Innanzitutto, un primo contributo può essere quello di ottimizzare i percorsi di raccolta rifiuti. Per esempio facendosi aiutare da sensori installati nei cassonetti. Con quelli si potrebbe monitorare il livello di riempimento, così da suggerire ai camion di netturbini dove dirigersi con maggiore urgenza. E, tracciando degli storici con i dati accumulati, si può capire in quale via o quale quartiere c’è bisogno di una raccolta più frequente. Così da tracciare percorsi che migliorino l’efficienza ed effettuino un servizio più puntuale, laddove c’è maggiore necessità. Un’altra problematica in cui si incorre è l‘identificazione e, quindi, la separazione corretta dei materiali di riciclo all’interno di un cassonetto. Grazie a sensori o telecamere intelligenti, l’AI può supportare nel riconoscere la tipologia di immondizia. Così da evitare errori. In più, eventuali robot automatizzati, potrebbero velocizzare la suddivisione dei rifiuti riciclabili. Ridurrebbero così l’intervento umano facendo lo stesso lavoro più velocemente e con meno percentuale di sbagli. Identificazione, separazione e riciclo: ecco come usare l’AI nelle smart city per la gestione dei rifiuti L’AI nelle smart city: come ottimizzare la gestione dei rifiuti con l’intelligenza artificiale LEGGI ANCHE Europa e AI, primo posto all’essere umano Sempre nell’ambito dell’identificazione dei rifiuti, l’AI può servire anche a segnalare quelli pericolosi. Sfruttando ancora degli appositi sensori, potrebbe individuare materiali tossici all’interno di cestini, cassonetti e discariche. Potrebbero, in questo modo, evitare contaminazioni per l’uomo e tra rifiuti, soprattutto quelli riciclabili. Per quanto riguarda invece gli scarti organici, l’intelligenza artificiale può supportare il monitoraggio dello stato di decomposizione, aiutando il compostaggio. Per esempio dando indicazioni sul processo, oppure su come migliorare le condizioni ambientali per favorirlo. Inoltre può aiutare a trasformare il compost in risorse per l’agricoltura o la produzione di energie rinnovabili. Come per altri settori, l’AI è uno strumento utile non solo per il monitoraggio o l’intervento post, ma anche per la pianificazione ante. Per esempio, analizzando i dati, può prevedere in quali giorni della settimana si verifica, in tutta la smart city o in una zona specifica, un maggiore accumulo di rifiuti. E quindi studiare le strategie migliori di raccolta. Oppure, alla luce di questo, può suggerire comportamenti e pianificazioni quando ci sono eventi straordinari, come feste, manifestazioni, celebrazioni.