Decreto autovelox, il MIT fa dietrofront

Decreto autovelox, il MIT fa dietrofront

Il decreto del Ministero dei Trasporti che avrebbe dovuto regolamentare gli autovelox, annunciato appena venerdì scorso, è stato sospeso dallo stesso dicastero.

E ciò “su indicazione” diretta del Ministro.

“Sono necessari ulteriori approfondimenti”, ha infatti spiegato il dicastero in una nota.

Il draft del testo risultava essere stato trasmesso a Bruxelles, come risultava dalle fonti ufficiali della Commissione Europea.

La notifica 2025/0159/IT (Italy) aveva avuto per oggetto il “Decreto ministeriale per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità”.

Risultava ricevuta il 21 marzo, con termine dello status quo al 24 giugno.

Sulla bozza del decreto si legge che i dispositivi di rilevazione della velocità, approvati dal 2017 in poi, quindi già conformi al cd. decreto Minniti, dovessero essere considerati omologati in modo automatico, senza ulteriori step.

I restanti, precedenti al 2017, avrebbero dovuto essere spenti fino al completamento dell’iter di omologazione.

I contenuti erano stati anticipati in una interrogazione parlamentare l’11 febbraio scorso, tenutasi presso la IX Commissione Permanente Trasporti, poste e telecomunicazioni alla Camera.

Il testo, atteso da ben 33 anni, doveva rappresentare il decreto destinato a mettere ordine nella spinosa materia degli autovelox.

Ora resta nuovamente sospeso.

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